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I Boschi dell'Astigiano
Il Castagneto PDF Stampa E-mail


Image II castagno, Castanea sativa, originario della zona Mediterranea è una delle essenze più "povere" e fin dai tempi antichi ha rivestito un'enorme importanza per la nostra economia.

Il bosco di castagno, ricopre in Italia una superficie di circa 700.000 ettari dalla zona prealpina all'Appennino Settentrionale ed è presente anche in alcune aree della Sicilia e della Sardegna.

Il castagno preferisce terreni sciolti e profondi, ricchi di fosforo e potassio come le rocce vulcaniche ma si adatta anche su terreni granitici o nelle zone rosse. Predilige versanti freschi esposti a Nord dove innalza la sua chioma fino a 15-20 m. d'altezza lasciando ai boschi di roverella e al sempre meno frequente pino silvestre i siti più aridi ed assolati.
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Il Noccioleto PDF Stampa E-mail


Infiorescenza del CastagnoII noccioleto è un ambiente tipico della nostra zona ed è normalmente situato in terreni collinari con esposizione nord-nord est. Il nocciolo, Corylus avellana (cfr. scheda), predilige terreni fertili di medio impasto, permeabili, freschi e con pH neutro. Esso ha un portamento cespuglioso che crea al di sotto delle chiome un ambiente particolare, caratterizzato dalla scarsa presenza di luce che penetra solamente nelle giornate più assolate e che permette al terreno di rimanere umido per lungo tempo.
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La Pineta PDF Stampa E-mail


Pino silvestreSicuramente più diffuso in passato, il pino silvestre (Pinus sylvestris) rimane tuttora l'unico e vero "Signore" delle nostre brughiere pedemontane; esso infatti entra a far parte di molte cenosi forestali dalla pianura alla montagna mettendo in risalto la sua adattabilità ad ogni tipo di terreno e spingendosi a volte anche oltre i 2000 m.

Il pino silvestre ha un aspetto diverso a seconda della zona di crescita e delle caratteristiche climatiche, dove il terreno lo permette può crescere snello e slanciato raggiungendo a volte anche i 30 m. di altezza.
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Il Pioppeto PDF Stampa E-mail


Image II pioppo, (Populus sp.) è un albero appartenente alla familia delle salicacee ed è presente in Italia con alcune specie spontanee che vivono principalmente lungo i fiumi e nelle zone umide e fresche. Il pioppo più conosciuto è senz'altro quello coltivato, frutto di numerose selezioni ottenute in partenza da ibridi euroamericani che hanno portato alla formazione dei diversi "cloni" diffusi oggi in tutta Italia.
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Il Querceto PDF Stampa E-mail


ImageLe querce presenti nel territorio Astigiano sono: la roverella (Quercus pubescens), la rovere (Quercus petrea), la farnia (Quercus robur) ed il cerro (Quercus cerris). L'Astigiano, dal punto di vista floristico e vegetazionale, costituisce una sorta di ponte, una fascia di transizione, fra la zona delle Langhe, dove sono assai rilevanti gli influssi mediterranei e quella del sistema collinare compreso fra Moncalieri e Chivasso-Casalborgone, dove sono accantonati interessanti relitti glaciali di vegetazione alpina.
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Il Robinieto PDF Stampa E-mail


Fiori di Robinia pseudoacaciaIn italiano acacia, in dialetto "gasia", la Robinia pseudoacacia rappresenta nella nostra zona l'essenza più comune. Originaria dell'America del Nord, la robinia venne introdotta in Europa nel XVII secolo (Parigi 1601) a scopo ornamentale ed espandendosi in larga scala su tutto il territorio, ricopre tutt'oggi la maggior parte dei terreni coltivati e non, accollandosi meritatamente l'appellativo di "infestante robinia".

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Ambienti vari PDF Stampa E-mail


ImageDal punto di vista micologico notevole interesse rivestono vari ambienti non strettamente legati alla vegetazione boschiva.

Anche nei periodi più secchi quando il micelio incontra ovvie difficoltà a fruttificare, è possibile rinvenire carpofori in micro-ambienti che sempre consentono un sufficiente grado di umidità: sono le sponde dei ruscelli e le strette conche sui fianchi delle valli principali.
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