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Pino silvestreSicuramente più diffuso in passato, il pino silvestre (Pinus sylvestris) rimane tuttora l'unico e vero "Signore" delle nostre brughiere pedemontane; esso infatti entra a far parte di molte cenosi forestali dalla pianura alla montagna mettendo in risalto la sua adattabilità ad ogni tipo di terreno e spingendosi a volte anche oltre i 2000 m.

Il pino silvestre ha un aspetto diverso a seconda della zona di crescita e delle caratteristiche climatiche, dove il terreno lo permette può crescere snello e slanciato raggiungendo a volte anche i 30 m. di altezza.
La chioma, di un colore verde scuro si presenta quasi sempre rada, gli aghi sono riuniti in fascetti di due e la sua corteccia è di un colore rosso salmone che permette di distinguerlo nettamente dai suoi simili.

Pino  silvestre
Pino silvestre


Un tempo il pino silvestre formava piccoli boschi puri anche nell'astigiano e nella vicina Langa dove colonizzava i pendii scoscesi e assolati esposti a Sud-Est, generalmente più poveri e più aridi per la loro natura litologica.

Ricordiamo inoltre il brugo (Calluna vulgaris) tra i cui cespugli si può raccogliere nella giusta stagione il Cantharellus lutescens, il timo (Thymus serpillum) dai suoi piccoli fiori rosa che ancor oggi vengono usati per aromatizzare molti cibi, la brunella (Prunella laciniata) il Teucrium polium, la Catananche caerulea, la Jasione montana e poche altre specie a causa delle particolari caratteristiche del sottobosco.

Ultimamente il pino silvestre è assalito dalla processionaria (Thaumetopoea pityocampa), un lepidottero defogliatore capace di provocare seri danni alla pianta riducendo talvolta considerevolmente anche l'incremento legnoso.

I soggetti colpiti possono arrivare alla completa defogliazione, crescono stentatamente e il loro indebolimento li predispone più facilmente all'attacco di malattie fungine o all'infestazione di altri tipi di insetti. A proposito di funghi: si rinvengono abbondantemente vari Suillus, alcuni Lactarius e Russula.