| La ricerca |
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La ricerca dei funghi va fatta tenendo conto di vari fattori: l'habitat (ed in particolare, per i funghi micorrizici, l'albero simbionte), la stagione, il tempo. Anche l'orario in cui ci si reca "a funghi" ha però importanza, soprattutto per due motivi: sia perché prima si arriva nel bosco meglio è, sia perché è importante avere una buona luce e non essere disturbati da troppi riflessi, soprattutto nei boschi fitti. Per questi motivi dopo una certa ora del pomeriggio, nel bosco è assai diffìcile scorgere i funghi. Se non si ha la fortuna di conoscere un luogo talmente isolato da non essere frequentato da altri cercatori o da escursionisti, i giorni migliori sono quelli feriali dal mercoledì al venerdì.
Anche sabato è un giorno buono, purché ci si rechi a funghi la mattina presto. Su come procedere nel bosco per fare un bottino migliore ci sono alcune regole: prima di tutto scegliere i luoghi aperti e assolati quando c'è molta umidità, i fondovalle col vento ed il tempo secco, i versanti a Nord quando fa caldo, quelli a Sud quando fa freddo. Fare sempre molta attenzione ai margini del bosco e dei sentieri (dove molti funghi crescono di preferenza e soprattutto, dove la maggioranza dei cercatori non guarda quasi mai). Nei boschi in pendenza procedere sempre dal basso verso l'alto, perché i funghi si nascondono spesso in anfratti del terreno, vicino a radici, tra il sottobosco. Nel cercare invece i funghi delle ceppaie di pianura, se possibile procedere sempre dentro ai fossi, perché questi funghi si protendono spesso verso il fosso. Per i funghi di prato scegliete sempre prati molto concimati o dove pascola il bestiame e non scoraggiatevi mai: dopo ore di inutile ricerca potrete trovare al l'improvviso un angolino che da solo vi riempirà il cestino. Una utile regola per il cercatore di qualsiasi specie fungina è ricordarsi i posti "buoni" con molta precisione, anzi ricordarsi esattamente l'albero sotto cui ha trovalo un fungo. I funghi sono quasi tutti fedeli al luogo di crescita e si può star certi che rinasceranno in quel luogo l'anno successivo. Ci sono poi dei punti dove occorre sempre guardare con una speciale attenzione, sollevare con il bastone le foglie (ma con delicatezza per non rovinare il micelio), guardare bene sotto i rami bassi, sotto i cespugli, tra l'erba. Poi ci sono i funghi "spia": nella terminologia popolare si chiamano così quelle specie che accompagnano con sorprendente continuità il porcino (naturalmente per una affinità di habitat preferito): per esempio il Clitopilus prunulus e la Amanita muscaria. Naturalmente queste affinità di habitat esistono anche tra altri funghi e, con un po' d'esperienza, sarà facile scoprire questi utilissimi segnali e avvantaggiarsene. Non si creda che per vedere i funghi occorra avere vista perfetta: i pregi del buon cercatore sono spirito d'osservazione e amore per la natura.
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La ricerca dei funghi va fatta tenendo conto di vari fattori: l'habitat (ed in particolare, per i funghi micorrizici, l'albero simbionte), la stagione, il tempo. Anche l'orario in cui ci si reca "a funghi" ha però importanza, soprattutto per due motivi: sia perché prima si arriva nel bosco meglio è, sia perché è importante avere una buona luce e non essere disturbati da troppi riflessi, soprattutto nei boschi fitti.
Nei boschi in pendenza procedere sempre dal basso verso l'alto, perché i funghi si nascondono spesso in anfratti del terreno, vicino a radici, tra il sottobosco. Nel cercare invece i funghi delle ceppaie di pianura, se possibile procedere sempre dentro ai fossi, perché questi funghi si protendono spesso verso il fosso. Per i funghi di prato scegliete sempre prati molto concimati o dove pascola il bestiame e non scoraggiatevi mai: dopo ore di inutile ricerca potrete trovare al l'improvviso un angolino che da solo vi riempirà il cestino. Una utile regola per il cercatore di qualsiasi specie fungina è ricordarsi i posti "buoni" con molta precisione, anzi ricordarsi esattamente l'albero sotto cui ha trovalo un fungo. 